feste
 
S. Antonio Abate - 17 Gennaio
"Epifania: tutte le feste porta via - risponde S. Antonio: aspetta che c'è la mia" (detto popolare).

In parte si è riusciti a ricreare questa festa come si svolgeva in  passato dove si viveva in un’atmosfera di intensa vivacità con rappresentazioni sceniche come la lotta tra il Santo e il diavolo, con canti diurni e notturni di gruppi giovanili questuanti di porta in porta alla richiesta dei cibi di stagione, con un rapporto più amichevole con gli animali domestici e da lavoro, somministrando loro doppia razione di cibo. Inoltre costituiva un rito far mangiare loro la "Panetta Benedetta" resa più ghiotta perché imbottita di "ciancia". Era attesa la benedizione degli animali ornati a festa con le più sgargianti bardature. Non si può dimenticare la "corsa degli asini" con la caratteristica tutta locale: i proprietari, trasformati in spietati fantini, gareggiavano montando l'asino del rivale, ma .... vinceva il primo premio l'asino che arrivava .... ultimo. Figurarsi gli incitamenti e le .... bastonate!
Si è riusciti, addirittura, a riesumare la rappresentazione della lotta di S. Antonio con il diavolo, caratteristica veramente trasaccana.
Per altre informazioni sulla tradizionale festa www.guidabruzzo.it/mascaritte.html



S. Sebastiano

Le radici di questa festa stanno nella diffusissima e antichissima devozione dei marsicani verso il giovane Martire, simbolo vivente del loro carattere di popolo "forte e gentile".

Non c'è paese marsicano dove non esista un'edicola, una chiesetta, un quadro, una pittura che lo presenti alla venerazione dei cristiani.

A Trasacco, nei tempi antichi, esisteva una chiesetta rurale intitolata al giovane Martire, individuabile lungo Via Candelecchia in località "Pretaritta" dove si erge una grande croce.

L'occasione per passare da una ricorrenza prettamente liturgica ad una festa religiosa pubblica, si offrì appena dopo la peste del 1656 dalla quale Trasacco uscì quasi annientato e che terminò proprio il 20 gennaio, giorno dedicato a S. Sebastiano.

Pochi i "fuochi" rimasti indenni tra cui la famiglia Fosca che, per grazia ricevuta, fece voto di far celebrare solennemente ogni anno la ricorrenza liturgica.

Anche questa festa ha perduto molto della primitiva solennità. Andrebbe rinvigorita, specie come richiamo alla gioventù che potrebbe riscoprire in S. Sebastiano un valido modello di vita.



San Pasquale - 17 maggio

Protettore dei pastori. Con la presenza del lago del Fucino che periodicamente straripava, era impossibile la coltivazione dei terreni più fertili e rimanevano disponibili quelli più sterili e meno produttivi. Si aggiunga che i trasaccani erano poco dediti alla pesca. La pastorizia, pertanto, era stata sempre la risorsa economica principale.

Ogni famiglia aveva il suo gregge e tutta la vita risentiva di questa condizione.

Così si spiega il risentimento dei locali contro quei baroni che affittavano i loro possedimenti terrieri e boschivi ai pastori forestieri, come pure la qualifica ricorrente di "tessitrici" data a tante donne in un censimento parrocchiale del 1819. Anche una strada allora periferica risentiva dell'ambiente e si chiamava: "Via Caciatora".

Il Santo che proteggeva tali interessi vitali non poteva non essere che San Pasquale, dichiarato Comprotettore di Trasacco. Si festeggiava con grande solennità.

Con l'avvento dell'era industriale, anche la pastorizia si è ridotta all'osso e la festa religiosa ne ha subito le conseguenze.

Andrebbe rivalutata nel contesto del risveglio di interessi verso la "transumanza".



Festa dello Spirito Santo (Pentecoste)



Quasi contemporaneamente alla festa di S. Pasquale, si celebra la Festa dello Spirito Santo.

Le sue radici storiche affondano nel Medioevo con una coloratura prettamente marsicana e il più grande diffusore della pietà verso lo Spirito Santo è stato Papa Bonifacio IV, originario di S. Benedetto dei Marsi (Valeria).

La raggiera in cui è rappresentata la Colomba viene portata il lunedì dell'Angelo, 50 giorni prima della festa, in casa del nuovo "Signore dello Spirito Santo" che predispone, nella propria abitazione, un'edicola in cui verrà esposto il simbolo sacro.

Ai fedeli, che arrivano in processione, vengono offerti dolci vari ma soprattutto, come vuole la tradizione, pane e formaggio.

Ogni giorno, ad orario fisso, vi è l'orazione composta di alcune preghiere ed inni.

Il giorno prima delle Pentecoste, lo Spirito Santo viene riportato in chiesa, fra festeggiamenti solenni, e qui rimarrà fino alla Pasqua dell'anno successivo.



Corpus Domini

E’ una festa tutta religiosa che, fino ad alcuni anni fa, si svolgeva come un antico rito naturalistico, nel solstizio d'estate. La festa s'incentrava in una lieta processione che si snodava per le strade del paese tra balconi addobbati con coperte di vari colori, dai quali piovevano sull'immagine del Cristo fiori ed erbe profumate. Al termine della processione tutte le strade risultavano tappezzate di gerani, rose, garofani, "addore", fiori di campo che spandevano nell'aria un profumo ubriacante.

Una festa indimenticabile che purtroppo è scomparsa, insieme a quel ricco senso della comunità che conferiva a questi eventi una tipicità orgogliosa ed un'attesa, ogni anno, fatta di entusiastici preparativi.



LE FESTE PATRONALI IN ONORE DEI SS. RUFINO E CESIDIO E MADONNA DI CANDELECCHIA

Si svolgono dal 30 agosto all’1 settembre di ogni anno. Esprimono la manifestazione religiosa più solenne della cittadina a cui fanno degna cornice sagre, esposizioni artistiche, mercati, fiere, divertimenti di vario genere richiamando operatori economici, visitatori e pellegrini non solo della Marsica, ma anche delle regioni limitrofe, in particolare della Val Comino.

Ritornano per la circostanza i paesani emigrati nei più lontani continenti per riassaporare le origini della Fede e la dolce aria natia.

La cittadina si trasforma in una affollata città.

Un apposito comitato, sotto la guida esperta del parroco, prepara il programma nei minimi particolari.

Centro dell'aspetto religioso è la Messa Solenne del 31 agosto, con la presenza del Vescovo attorniato da una schiera di sacerdoti.

Dopo la Messa si svolge la storica Processione con la statua di S. Cesidio del 1425. Commovente il momento dell'uscita del Santo dalla chiesa: è il Protettore che una volta all'anno esce a salutare e benedire i suoi prediletti. Tutti partecipano, paesani e pellegrini; il resto del paese rimane quasi deserto per ritornare successivamente alla chiassosa vivacità.

Da alcuni decenni a questa parte, alle feste patronali dei SS. Cesidio e Rufino si è unita quella della Madonna di Candelecchia che si svolge il 1° settembre.

Felice conclusione che dà modo ai paesani di dimostrare la loro devozione e riconoscenza verso "la loro Madonna" che da un millennio vigila dall'alto della montagna omonima.

Le Feste si chiudono con la solita esibizione canora. Poi, il giorno dopo, tutti a lavoro, ritemprati nello spirito e nel corpo.



(testo tratto da "Guida di Trasacco" pubblicazione curata dall'Archeoclub d'Italia sede di Trasacco e dal Comune di Trasacco.)
 


 



 

 

 

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