Non è proprio scontato le notizie sono poche e a volte , credo volutamente, qualitative.
Parlo del mercato delle auto e delle recenti vicende della Fiat.
Senza andare nello specifico dei metodi utilizzati per la stima dei costi la sostanza dovrebbe essere più o meno questa: il costo industriale di un'automobile è pari a poco più di un quarto del suo prezzo di listino, il resto è fatto di tasse, trasporto, pubblicità, progettazione e guadagno dei concessionari che da solo rappresenta un'altro quarto (25-30% circa).
Insomma una punto che di listino sta 16.000 euro costa a farla, piu o meno, 4.200 euro dei quali 1.500 circa di mano d'opera.
Tutta la disputa di Pomigliano, il referendum, le condizioni di lavoro su turni modificati, la riduzione delle pause di riposo, il diverso conteggio degli straordinari alla fine della fiera dovrebbe comportare un abbattimento (a regime e dopo molti investimenti) del 15-16% del costo della mano d'opera, cioè più o meno 220 - 240 euro.
L'incidenza di tale cifra sul prezzo di listino è pari all' 1,5%, quindi, dopo tutto questo manicomio, finalmente si potrà vendere la punto a 15.760 euro invece di 16.000.