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F.D.
: Famo a capisse. |
domenica, 01-08-10 15:31
Visto che il ritornello della donazione di Prodi è duro a morire, facciamo un po' di chiarezza. Se fosse andato dal notaio (perché le donazioni vanno fatte con atto pubblico) e gli avesse detto: "Quanto devo pagare di imposta per questo atto?", il notaio gli avrebbe risposto: "Niente, perché queste imposte sono state abolite". Avrebbe potuto insistere per dire che voleva pagarle ugualmente? No, perché il notaio gli avrebbe dovuto rispondere che non avrebbe saputo come calcolarle ed a chi versarle. Punto e basta. Veniamo a Fini. E' vero che ha appoggiato fino a ieri molte "riforme" del vecchio frequentatore di escort, ma questa non è una buona ragione per negare che la sua attuale presa di posizione abbia una certa rilevanza. Sia ben chiaro, comunque, che io sto da tutt'altra parte. In tutti i partiti c'è sempre chi va e chi viene, per le ragioni più disparate, anche se non sempre nobili. Vogliamo dimenticare che Del Turco è stato un "fondatore" (sprofondatore) del PD e che oggi viaggia altrove, come pure Rutelli? Per quanto riguarda le intercettazioni, non sono per niente d'accordo sul fatto che "necessitano di una riforma". Sotto il profilo dei costi, bisogna pensare che, se possiamo permetterci il lusso di spendere molti soldi per mettere i poliziotti a far la guardia ai tifosi violenti, allora possiamo spenderli anche per operazioni più intelligenti, come sono le intercettazioni. Mettere un freno alla divulgazione di particolari della vita privata, è una questione che riguarda il buonsenso, oltre che le norme. Il fatto che Pinco Pallino vada a mignotte non interessa nessuno e nessuno mai intercetterà la sue telefonate. Se ci andasse il capo del governo, sarebbe tutt'altra cosa ed i giornali riempirebbero le pagine di particolari. La gente ne è ghiotta ed i giornali vanno incontro ai bisogni del "mercato", esattamente come fa Madiaset con i moltissimi suoi programmi spudoratamente cretini. E' il mercato, bellezza.
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Alias
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domenica, 01-08-10 11:43
Il passo fatto da Fini in questo momento, dove tante cose nella corte del sultano, iniziano a scricchiolare, non ha nulla di nobile ma sa solo di tradimento da parti di chi pensa di salvarsi e di porsi come la vera alternativa a Berlusconi. Non c'è nessun senso dello stato o rispetto delle istituzioni, c'è solo il solito calcolo fatto a tavolino, stavolta sicuramente un pò più rischioso, in cui si pensa a come far fuori il capo, che sta iniziando a dare preoccupanti segni di cedimento. In passato tante cose non hanno mai più di tanto indignato Fini! e poi si sa che è molto più pericoloso un falso amico che un nemico dichiarato e di questo ne è consapevole anche Fini. Diciamo che atteggiarsi all'"idealista" e al diverso gli è convenuto molto. Se gli diamo la possibilità di sostituirsi a Berlusconi, e nel frattempo assistiamo ad una magistratura che, facendo il proprio lavoro, inizia ad indagare la sua vita, vedremo cambiare di molto la posizione garantista! speriamo che la legge bavaglio non passi, anche se le intercettazioni necessitano di una riforma, e tu più di me lo sai, ma se dovesse passare nessuno governo la toglierà più, nè quello presieduto da Fini nè da Vendola, come è accaduto per la legge elettorale. Berlusconi ci mette la faccia e gli altri ne godono "onestamente" i vantaggi, tipo Prodi e la famosa donazione ai figli! loro sono loro e noi siamo noi, per il momento!
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F.D.
: Per Alias |
sabato, 31-07-10 15:20
Non è mia intenzione santificare Fini (le mie idee si discostano molto dalle sue), ma bisogna pur ammettere che ha fatto un grande passo decidendo di uscire dalla corte di un sultano nella quale molti si farebbero in quattro per entrare. Vista in termini molto ampi, ha fatto più danno al berlusconismo l'attuale presa di posizione di Fini di tutte le chiacchiere di Veltroni, Rutelli e Vendola messe insieme, che tutt'al più gli potevano fare il solletico. Ritengo una manna che cade dal cielo tutto ciò che serve ad allontanare la prospettiva del federalismo.
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Alias
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sabato, 31-07-10 13:23
non facciamo illusione, non può essere nè Fini né qualunche altro politico che ha contribuito anche solo con il suo silenzio alla decadenza di valori in cui vive la nostra nazione. Non pongo nessuna fiducia nè in Fini nè in Vendola, nè nelle loro lotte fratricide, se vogliamo davvero un risveglio, liberiamoci di tutti loro. Ci saranno delle persone oneste e capaci in questa nazione, non è possibile che scegliamo sempre i peggiori!
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F.D.
: L'interesse nazionale |
sabato, 31-07-10 12:21
In questi ultimi mesi di ubriacatura collettiva di federalismo, nei quali quasi tutti, sia nel centro destra che nel centro sinistra, si esercitano, per non apparire retrogradi, ad esaltarne i possibili effetti positivi, Fini parla di "interesse nazionale" e lo indica come metro di paragone di quella sciagurata riforma costituzionale. Speriamo che, passata la sbronza, sia l'inizio del risveglio.
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